La lettera di Luciana Littizzetto per il 13nne che si è tolto la vita a Palermo

Pubblicato da Redazione

Da Che tempo che fa la lettera di Luciana Littizzetto per Giovanni, il 13enne vittima di bullismo che si è tolto la vita a Palermo . L’invito a chiedere aiuto e l’allarme dalla trasmissione in onda sul Nove. Sempre più giovanissimi provano a togliersi la vita senza chiedere aiuto a nessuno

Questa settimana la lettera di Luciana Littizzetto è per un ragazzino di 13 anni schiacciato dai bulli che non ce l’ha fatta. Non ce l’ha fatta a chiedere aiuto, a contare su un adulto, a fidarsi di qualcuno. Ha pensato che la sola soluzione fosse quella di togliersi la vita. Lo ha fatto. Il ragazzino era vittima di nulli e dallo studio di Che tempo che fa, ricordando quanto i casi di tentato suicidio tra i giovanissimi, soprattutto dopo la pandemia siano aumentati, Luciana Littizzetto si rivolge a Giovanni ( nome di fantasia) ma anche a tutti i ragazzi e le ragazze nella stessa situazione del 13enne di Palermo.

La lettera di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa: per Giovanni, contro i bulli

Le parole di Luciana Littizzetto:

Caro Giovanni, Volevo chiederti scusa. Noi con te noi abbiamo perso. E abbiamo perso nella maniera più terribile, perché è stata una sconfitta ma senza nemmeno un vincitore. Hanno perso gli adulti, ha perso la scuola che doveva proteggerti, ha perso la società che ancora non capisce quanto sia utile, e necessaria, e fondamentale un’educazione sessuale e sentimentale a scuola. Oggi in Italia un giovane su sei è vittima di bullismo, il 20% è tra gli undicenni, più femmine che maschi. Il 70% dei ricoveri per tentato suicidio sono giovani, e dall’inizio della pandemia, questi casi sono aumentati a dismisura. Quindi sono tanti, tantissimi… ma anche se fosse solo uno, sarebbe comunque una tragedia. Quindi ora mi rivolgo a te, che porti gli occhiali spessi, che hai il giro vita di Asterix, i denti da coniglio o le orecchie divaricate. A te che alle feste nessuno ti invita, che ami le poesie e non conosci Pogba ma Quasimodo, e a te, che mangi sempre la stessa merenda o che balbetti. A te che vai a scuola tutti i giorni con il terrore addosso e preferiresti emigrare in Mozambico. Ci vai pieno di paura perché ci sono dei compagni che ti perseguitano, e ogni giorno, ogni santissimo giorno ti prendono in giro, ti spingono, ti menano, e ti rendono la vita impossibile. Ti svelo un segreto: non c’è niente di impossibile, una soluzione si trova sempre, non devi arrenderti. Il mondo non finisce con la tua scuola. Se la vita fosse un film al cinema, non sei nemmeno alla fine del primo tempo, ma subito dopo i trailer. La cosa davvero impossibile è tenersi tutto dentro, sopportare e soffrire senza dire niente a nessuno.

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